Montesole – Italicus, l’ordine del silenzio – Liceo L.Bassi

Progetto
Il progetto "Montesole - Italicus, l'ordine del silenzio" ha portato alla realizzazione di due opere audiovisive: il documentario "Uno bianca, mirare allo stato" e il docufilm "Italicus, la verità negata".

Il progetto “Montesole – Italicus, l’ordine del silenzio” ha portato alla realizzazione di due opere audiovisive: il documentario “Uno bianca, mirare allo stato” e il docufilm “Italicus, la verità negata” attualmente in montaggio (uscita prevista al Cinema Odeon di Bologna 4.11. 2021).

  1. ITALICUS, LA VERITA’ NEGATA. Quella dell’Italicus è una strage senza colpevoli per la giustizia. Attraverso il racconto intrecciato delle vicende che riguardano personaggi di finzione, alternato a interviste ai reali protagonisti della vicenda, si dipana una storia che ha visto trucidare dodici persone e ferirne quarantotto. Una storia su cui grava l’ombra di forze “deviate” dello Stato e di apparati che si sono prestati a un autentico gioco al massacro.

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  1. UNO BIANCA, MIRARE ALLO STATO. Un documentario d’inchiesta che ripercorre una vicenda terroristica senza precedenti. Un atto di guerra contro la credibilità dello Stato di cui si conoscono solo alcuni degli esecutori materiali. Nel film si rivelano fonti, fatti, contesti e testimonianze inedite. Vengono alla luce depistaggi e contraddizioni che potrebbero consentire di tornare ad indagare, per raggiungere una verità libera da compromessi e coperture.

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I processi che riguardano le stragi sono pieni di piste abbandonate. Piste non comprese a causa di  chiavi di lettura giunte a posteriori. Oggi, tuttavia, è possibile, per lo storico, ripercorrerei quei sentieri con la bussola del disegno unitario dello stragismo, con le conoscenze acquisite in sentenze successive e in altri processi, con documenti e fonti extragiudiziali quali libri, biografie, interviste. I tanti materiali, raccolti in processi relativi anche ad ambiti completamente diversi (mafia, eversione, terrorismo rosso e terrorismo nero, scandali finanziari, ecc..), in passato mai o troppo frettolosamente posti a confronto tra di loro, consentono una visione d’insieme che rende finalmente comprensibili tanti avvenimenti ed episodi di quella stagione archiviati come misteriosi o inspiegabili.
Oggi sono completamente mutate le modalità di analisi storica che possono giovarsi della digitalizzazione, degli strumenti di ricerca testuale automatica e della possibilità di accesso ad archivi ufficiali come mai era avvenuto in passato. Ipotesi di progetti eversivi di portata nazionale, o addirittura internazionale, potrebbero essere inquadrate all’interno di un arco storico molto ampio. Le stesse motivazioni delle sentenze di merito, pur assolutorie, sulla strage del treno Italicus, attribuirono già allora la strage a una organizzazione eversiva di estrema destra impegnata a fianco dei progetti elaborati da movimenti golpisti; affermarono già allora che questa organizzazione era stata una fucina di molti altri atti terroristici commessi nello stesso arco temporale e che la strage stessa era stata di per sé potenzialmente idonea a suscitare nel corpo sociale una emozione tale da predisporlo ad accettare un intervento normalizzatore da parte delle forze armate.
Anche Mario Tuti aveva indicato come “efficace strumento di lotta al sistema l’attentato terroristico… che può anche essere diretto a fare vittime innocenti… e a colpire in maniera dura e indiscriminata allo scopo di scuotere dall’inerzia le masse…”.
Pertanto, attraverso un attento e accurato studio comparativo e sinottico delle fonti, che non può prescindere dalla consultazione ragionata degli atti giudiziari digitalizzati, riteniamo possibile giungere a:

  1. determinare una continuità di eventi, azioni e personaggi fra la strage di Brescia, quella dell’Italicus e quella alla stazione di Bologna:
  2. determinare legami, ruoli e rapporti tra: la Rete Atlantica di Stay Behind con le sue strutture clandestine come l’Anginter Press; la Loggia Massonica P2; i Servizi Segreti Italiani; i gruppi terroristici neofascisti;
  3. individuare responsabilità morali e politiche, anche quando non vi siano responsabilità personali giuridicamente rilevanti. Poiché, per dirla con Ginzburb “Uno storico ha il diritto di scorgere un problema là dove un giudice deciderebbe un non luogo a procedere”.
CIPS - Cinema e Immagini per la Scuola
Piano nazionale di educazione all'immagine per le scuole promosso dal Ministero della Cultura e dal Ministero dell’Istruzione
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